Sanita e socialità

Politica sociale e sanitaria in Svizzera? Facciamo il punto della situazione

Negli scorsi giorni abbiamo affrontato dettagliatamente due problemi fondamentali della società svizzera: la politica sanitaria e quella sociale.

Due problematiche strettamente legate tra loro, che attanagliano i cittadini per ragioni forse diverse ma complementari: infatti, più cresce il numero di persone in età pensionabile, più aumentano le prestazioni sanitarie e i loro costi sulle spalle di tutta la popolazione

Andiamo quindi a ricapitolare brevemente cosa può e deve essere fatto per migliorare questa situazione di stallo.

Concretezza per una sanità al collasso

Come abbiamo visto, una delle problematiche principali in ambito sanitario è la mancanza di trasparenza che sta portando a un aumento inesorabile dei premi di cassa malati del 2-3% nel 2020

Di conseguenza, per ottenere maggiore trasparenza e coordinazione in ambito sanitario le mie soluzioni sarebbero quelle di

  • Puntare su tutte le opportunità offerte dalla digitalizzazione, grazie alla quale potremmo tagliare i costi su molti fronti, dalla burocrazia alla gestione delle fatture e delle documentazioni, rendendo più agevole persino la coordinazione del personale stesso;
  • Chiedere anche ai pazienti un buon livello di sana e solidale collaborazione, come provvedere alla stesura di fatture che siano di immediata comprensione e facilmente controllabili;
  • Naturalmente, chiedere anche ai medici un certo livello di coordinamento al fine di informare meglio i pazienti sul fronte prevenzione e occuparsi della loro salute a 360 gradi, cercando di prevenire patologie e cure costose; 

Incentivare gli interventi ambulatoriali, riducendo alcune capacità ospedaliere che rappresentano un surplus e un inutile spreco sia per le strutture ospedaliere che per i cittadini stessi.

Costi della sanità

Abbiamo anche visto bene come la nostra sanità stia camminando a due velocità: da una parte, ci sono i cittadini che possono permettersi di pagare e accedere a tutte le cure necessarie e persino sperimentali in caso di gravi patologie oncologiche, e dall’altra c’è chi purtroppo può fare affidamento solo sull’assicurazione base e rischia veramente la vita di fronte alla necessità di determinati trattamenti. 

Una disparità sociale inaccettabile, che voglio combattere anteponendo il bene dei pazienti alle considerazioni economiche

  • I trattamenti superflui per il benessere del paziente, tra l’altro spesso troppo costosi, dovranno essere valutati più attentamente, per far sì che si dia maggiore importanza a tutte quelle cure realmente salvavita che dovrebbero essere accessibili a ogni cittadino, qualsiasi sia la sua cassa malati di riferimento; 
  • Le tariffe obsolete ed elevate dovranno essere opportunamente ridotte, così come i prezzi eccessivi dei farmaci, per far sì che tutti possano trarne beneficio immediato.

Più solidarietà per una politica sociale instabile 

Abbiamo visto in maniera approfondita come in Svizzera, ormai, la popolazione lavorativamente attiva stia sopportando e supportando il peso di una società in rapido e inesorabile invecchiamento, in cui il numero di pensionati aumenta molto più velocemente rispetto a quello degli assicurati attivi. 

Quindi, per far sì che le pensioni vengano gestite nel modo più sicuro ed equo possibile e affinché nessuno debba più sostenere i costi degli abusi sociali, vorrei garantire

  • Un allineamento dell’età pensionabile a 65 anni, permettendo però che ciascuno decida liberamente quando preferisce andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, e offrendo anche la possibilità – per chi è interessato – di lavorare oltre l’età pensionabile con un’adeguata ricompensa; 
  • Un occhio di riguardo per le donne e le persone a basso reddito, facendo sì che il periodo di maternità non comporti più la perdita di una quota di contributi; 
  • Più equità nelle pensioni AI e una sana battaglia contro gli abusi sociali, che parta innanzitutto dall’adozione di criteri più rigorosi nell’attribuzione delle prestazioni complementari, le quali devono essere destinate solo a coloro che ne hanno davvero necessità. 
Assistenza malati

Nei precedenti articoli ci siamo anche resi conto di come il secondo pilastro stia diventando una piccola AVS, dove i contributi prelevati non vanno più ad aumentare il capitale personale del cittadino, ma confluiscono in un fondo per integrare le rendite di coloro che vanno in pensione, impedendo un giorno ai nostri giovani di usufruire di una pensione allo stesso livello di quella dei loro genitori. 

Ecco perché voglio assolutamente garantire ai miei concittadini: 

  • La certezza che le pensioni non possano in alcun modo essere diminuite e che si provveda finalmente a una riforma del secondo pilastro, affinché ciascuno possa avere un’idea chiara di quanti soldi avrà in tasca alla fine del mese;
  • Una modifica dell’età in cui si inizia a contribuire al secondo pilastro, ossia non più a partire dai 25 anni ma già dai 20, in modo tale da accrescere la pensione stessa;
  • Un maggiore aiuto per coloro che perdono il posto di lavoro dopo i cinquant’anni, soprattutto riducendo i contributi salariali al secondo pilastro dei lavoratori più anziani e incentivando le imprese affinché diano una chance alle competenze pluriennali dei lavoratori esperti; 
  • Un reale sostegno finanziario per coloro che si prendono cura dei propri cari e contribuiscono alla riduzione dei costi delle opere sociali.  

Come abbiamo visto, a piccoli passi possiamo fare davvero tanto per il nostro Paese, con equità, trasparenza e serietà. 

Insieme possiamo trovare il giusto equilibrio!

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Michele Moor - scrivimi
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