Risanalre l'economia svizzera

Incentivare le PMI per risanare l’economia svizzera? Ecco l’arma vincente contro la crisi occupazionale

Sono sempre stato certo del fatto che per difendere le conquiste della Svizzera, la nostra prosperità debba continuare a basarsi sulla crescita economica e sulla solidarietà. 

Invece, purtroppo, siamo arrivati a un punto in cui molte persone pensano prima a sé stesse che al nostro Paese: in particolare la Sinistra, che vuole imporci misure sempre più nocive per l’economia.

Tali misure vanno a colpire in primis le cosiddette PMI, le piccole-medie imprese, che non solo rappresentano il 99% delle aziende svizzere, ma finanziano i nostri servizi sociali, formano i nostri giovani e sono il più importante datore di lavoro del Paese. 

Seppur si assumano le loro responsabilità in modo totalmente spontaneo, allo stesso tempo, sono le più colpite dalla crescente carenza di lavoratori qualificati e dalle normative che le ostacolano sia economicamente che burocraticamente. 

Ma andiamo a vedere la situazione nel dettaglio!

Un’industria in costante rallentamento

Che l’industria svizzera stia vivendo una grave fase di rallentamento è un dato di fatto: l’indice dei responsabili degli acquisti – ossia il Purchasing Manager’s Index – si è attestato in giugno a 47,7 punti, il valore più basso dall’ottobre 2012. 

Tutto questo si riversa soprattutto sulle piccole e medie imprese, che rappresentano una parte importante della nostra economia, dettaglio che si riflette anche nel commercio estero: nel 2016, infatti, nove aziende esportatrici e importatrici su dieci erano delle PMI, contribuendo per il 45% alle esportazioni e per il 60% alle importazioni. 

Dati alla mano, risulta che tre anni fa in Svizzera erano registrate 586.214 società, di cui il 9% erano esportatrici: di queste ultime, ben il 90,2% erano PMI, mentre le grandi aziende erano solo 1.075, pari al 2,1%! 

Crisi delle PMI svizzere

Tuttavia, a causa delle normative economiche vigenti nel nostro Paese, negli ultimi anni le PMI hanno per contro registrato un deficit di 24 miliardi di franchi con le vendite all’estero, e di conseguenza: 

  • Il 27% delle nostre PMI ammette di avere difficoltà nel reclutare personale qualificato;
  • Il 22% di esse si sente penalizzato; 
  • Il 29% delle attività valuta addirittura la delocalizzazione aziendale.  

La digitalizzazione: tra opportunità e rischi 

Inoltre, altri dati sui quali dovremmo riflettere per giungere a soluzioni concrete da dedicare alle PMI, sono sicuramente quelli sul crescente interesse dei giovani nei confronti delle tecnologie dell’informazione.

Attualmente, infatti, secondo una nota dell’ICT-Formazione Professionale Svizzera, circa 2.300 giovani finiranno quest’anno il loro apprendistato in tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma solo il 29% è stato assunto dall’azienda formatrice.

Ciò avalla il mio punto di vista secondo cui i giovani volenterosi ci sono, le opportunità sono più che realizzabili, ma manca da parte delle istituzioni la volontà di incentivare realmente le assunzioni all’interno delle aziende

Pur avendo già messo un primo piede all’interno del mondo digitale, come dimostra il più recente Rapporto sul Sistema Educativo Svizzero, la digitalizzazione in ambito formativo risulta ancora scarsa

La digitalizzazione e con essa l’automazione, infatti, sono comparse sul mercato del lavoro internazionale da oltre vent’anni, ma secondo il report è difficile prevedere la loro evoluzione nel nostro Paese, in quanto essa è strettamente legata alla formazione professionale. 

Se vogliamo quindi dare una svolta sia alle PMI che alle assunzioni, è fondamentale che il nostro sistema formativo venga chiamato a fare la sua parte e a fornire al mercato del lavoro personale con competenze spendibili anche in ambito digitale

Digitalizzazione in Svizzera

Inoltre, l’economia e la popolazione svizzera stanno già beneficiando delle attuali svolte digitali: aziende come Amazon, Uber, Airbnb hanno creato posti di lavoro, semplificato la ricerca di una casa e offerto alternative a basso costo, ma tutto questo ha un prezzo: questi nuovi modelli economici, infatti, sfidano il nostro mondo come lo conosciamo. 

Digitalizzazione significa che, nei prossimi 30 anni, nel mondo del lavoro sempre più automatizzato spariranno delle figure professionali che oggi diamo per scontate: la Svizzera, in tal senso, dispone degli strumenti per affrontare le sfide del futuro, ma solo se riusciremo a coniugare l’innovazione con la sicurezza sociale

Ecco perché non mi stanco mai di ribadire che non dobbiamo integrare l’innovazione alla cieca, ma nel rispetto della nostra società e tenendo conto del suo impatto sulla nostra economia e sulla vita quotidiana. 

La soluzione? Semplificare e agevolare le PMI

Ciò a cui punto è la nascita di una politica economica che dia alle imprese il necessario margine di manovra e richiami all’ordine tutti coloro che trascurano la loro responsabilità nei confronti della società e dell’ambiente. 

Dobbiamo eliminare gli ostacoli inutili in modo che le PMI possano continuare a svolgere il loro importante ruolo anche in futuro: per farlo, abbiamo bisogno di un quadro giuridico più equilibrato, che lasci spazio sufficiente alle iniziative e all’innovazione

Ecco perché introdurrei norme adeguate alle necessità dell’economia, facendo sì che:

  • Nelle gare d’appalto pubbliche si tenga conto non solo del prezzo più basso, ma anche della migliore qualità e della sede in Svizzera; 
  • Le PMI possano usufruire di un quadro giuridico favorevole;
  • Per le PMI vengano applicate regole diverse da quelle delle multinazionali;
  • Nel settore finanziario esistano approcci efficaci simili ai requisiti patrimoniali differenziati per le piccole e grandi banche
  • Si combatta il lavoro in nero e il dumping salariale, e le aziende che pagano salari sleali, o fanno assunzioni a condizioni illegali per ottenere un vantaggio competitivo, siano severamente punite.
Gare d'appalto in Svizzera

Ma, inoltre, cercherei di sfruttare al meglio il potenziale della digitalizzazione, per fare in modo che:

  • Le aziende siano innovative senza perdere di vista i rischi;
  • Uno sviluppo responsabile dell’amministrazione elettronica vada a beneficio dei privati e delle imprese, tramite il riconoscimento delle firme digitali a tutti i livelli di amministrazione e dei sistemi di archiviazione digitalmente ricercabili;
  • I fornitori internazionali di servizi digitali rispettino senza riserve gli standard svizzeri e, qualora non lo facciano, siano ritenuti responsabili legalmente: è intollerabile, infatti, che i loro lavoratori vengano trattati ingiustamente e che le aziende sfruttino il potere di mercato o eludano le leggi. 

Infine, lotterò affinché si sostenga un’istruzione lungimirante, facendo sì che:

  • La formazione professionale venga migliorata tramite investimenti mirati al know-how specializzato;
  • L’istruzione iniziale e continua venga davvero considerata importante in un mondo del lavoro in rapida evoluzione e in considerazione della carenza di lavoratori qualificati; 
  • Le PMI ricevano i giusti incentivi finanziari per incoraggiare la formazione continua dei loro dipendenti. 

Solo tramite risposte concrete e mirate possiamo dare una svolta allo stallo attuale in cui versano la nostra economia, le nostre PMI e le nostre famiglie.

Insieme possiamo trovare il giusto equilibrio! Vuoi restare aggiornato sui temi principali della mia candidatura alle elezioni del Consiglio Nazionale di ottobre? Non perdere altro tempo, scrivimi.

Michele Moor - scrivimi
1 Commento
  • Marco Jelmini
    Pubblicato alle 10:16h, 06 Ottobre Rispondi

    Grazie mille Michele per la chiara analisi e per le concrete soluzioni che presenti!
    Un caro saluto
    Marco

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