Politica ambientale

La vera soluzione ai problemi climatici? Una politica ambientale che non si limiti a slogan e azioni simboliche

Uno dei miei più grandi sogni per la Svizzera? Che il nostro Paese cresca nell’innovazione e nel rispetto dell’ambiente! Ma ad oggi, purtroppo, forti piogge causano inondazioni e frane sui pendii montuosi, estati sempre più calde e siccità rendono più difficile l’agricoltura alpina e riducono i raccolti, mentre inverni poco innevati minacciano il turismo. 

Molti degli effetti del cambiamento climatico sono già evidenti e la Svizzera, in quanto paese alpino, è gravemente colpita

Le giovani generazioni, giustamente, scendono in piazza e non sono disposte ad accettare l’indifferenza dei loro genitori nei confronti dell’ambiente o dell’inazione politica: tuttavia, giovani e meno giovani dovrebbero rendersi conto che consapevolezza ambientale significa in primis cambiare le proprie abitudini

L’impiego eccessivo di materie plastiche anche là dove non necessario o delle fragole a Natale sono una cosa ovvia per tanti: la protezione efficace del clima, invece, è un’altra cosa, ecco perché è molto difficile imporre una politica climatica sostenibile dettata dal buon senso e dalla coscienza sociale.

Un esempio lampante di cattiva gestione della politica climatica è insito proprio nella nostra sinistra, che utilizza divieti a oltranza e mira a una colpevolizzazione di tipo moralistico: una politica ambientale efficace non può essere sacrificata sull’altare dell’ideologia, ma punta piuttosto allo sviluppo di soluzioni realizzabili. 

Andiamo a vedere nel dettaglio la vera portata del problema e quali soluzioni potrebbero essere applicate!

Una questione di umanità e non di ideologia  

La Siberia, uno dei polmoni verdi del Pianeta – esattamente come l’Amazzonia – sta bruciando da oltre due mesi. Sono già andati in fumo sette milioni di ettari di foresta, finiti in cenere almeno dieci miliardi di alberi e morti milioni di animali. 

I medici segnalano un incremento spropositato di crisi respiratorie, infarti e aborti spontanei perché l’aria è diventata irrespirabile, ma gli ambientalisti tacciono sia in Svizzera che nel resto del mondo

Lo scrittore di origini siberiane Nicolai Lilin è uno dei pochi a informarci sulle condizioni drammatiche della regione in cui ha ancora molti parenti e amici: i suoi resoconti sono strazianti e non riesco a capacitarmi del fatto che nessun mass media abbia affrontato un simile argomento. 

Amazzonia che sta bruciando

Il giusto equilibrio tra tutela dell’ambiente e convinzioni politiche personali dovrebbe quindi portarci a riflettere su cosa ci sia realmente dietro certe intenzioni definite “verdi”, visto che nessuno si scompone di fronte a questa catastrofe ambientale senza precedenti. 

Il vero ostacolo alla tutela dell’ambiente? L’incoerenza

Se il problema ambientale non fosse serio, leggere certe notizie di prima mattina metterebbe di buon umore: parliamo di una notizia abbastanza recente che mi porta a pensare che davvero ci sia da ridere per non piangere. 

A una conferenza organizzata da Google Camp su una serie di delicatissime tematiche come i diritti umani, la politica mondiale e la questione climatica, tenutasi in Sicilia, ben 114 prestigiosi relatori sono arrivati su altrettanti jet privati! E chi non ha scelto l’aereo, ha optato per yacht di proporzioni faraoniche e altrettanto inquinanti.

Barack Obama, il principe Herry, Mark Zuckerberg, Leonardo Di Caprio e altre star del cinema e big della tecnologia si sono incontrati, evidentemente senza arrossire, per capire come contrastare meglio l’inquinamento e spiegarlo poi ai comuni mortali. 

Secondo il New York Post, questi discutibili esperti hanno causato, da soli, 784 mila chili di emissioni di CO2! 

La conferenza, come se non bastasse, era pure segreta perché, come dichiarato da uno degli ospiti, Google Camp dovrebbe essere un luogo in cui persone influenti possono incontrarsi e discutere su come rendere il mondo un posto migliore. 

Più che una conferenza è stata una commedia dell’assurdo, che dipinge perfettamente la situazione che stiamo vivendo: tante parole, tanta colpevolizzazione nei confronti dei cittadini, ma ben poche soluzioni reali al problema.    

Conferenza Google Camp, aereo ed inquinamento

No agli slogan, sì alle azioni concrete!

La politica climatica non si limiti a slogan e azioni simboliche: agli scioperi e agli striscioni devono seguire atti concreti e realizzabili nei differenti livelli istituzionali. 

Il cambiamento climatico è realtà, ma sulle sue cause e sugli sviluppi anche il mondo scientifico è diviso: nonostante ciò, nella quotidianità abbiamo tutti ampi margini per assumere atteggiamenti maggiormente orientati alla responsabilità.


Cosa potrebbe fare realmente la Svizzera per diventare ecosostenibile o avvicinarsi all’ecosostenibilità?

Semplice: essere pragmatica e concreta, non gravare con ulteriori tasse su chi lavora e produce, ma offrire sgravi e incentivi a chi si dimostra attento all’ambiente. 

Alcuni esempi lampanti per i quali voglio lottare sono:

  • La creazione del fondo mobilità per gli investimenti stradali; 
  • La ristrutturazione in senso ecologico degli edifici;
  • Una promozione della mobilità a basse emissioni di CO2;
  • Un’offerta mirata per i posteggi “park and rail” a un prezzo simbolico;
  • L’introduzione di biglietti a tariffe ridotte per chi si reca al lavoro coi mezzi pubblici.

Inoltre, vorrei raggiungere l’introduzione di una legge efficace sul CO2, al fine di:

  • Promuovere l’innovazione, investendo in Svizzera e rafforzandola come piazza economica;
  • Aiutare le regioni periferiche e alpine quando aumentano i prezzi dei carburanti, poiché le persone che vivono in regioni isolate non possono fare affidamento facilmente sui trasporti pubblici.
Energie rinnovabili - fonti alternative

D’altro canto, farei attenzione alla transizione energetica, e per far sì che venga attuata in modo coerente:

  • L’energia rinnovabile indigena dovrà essere in grado di colmare il divario creato dall’abbandono dell’energia nucleare, garantendo una fornitura di energia elettrica sicura per il Paese;
  • Dovrà valere la pena investire nell’energia idroelettrica, solare ed eolica, e per questa ragione saranno necessari degli incentivi efficaci per gli investimenti nelle energie rinnovabili.

Infine, incentiverei lo sviluppo di tecnologie pulite, in quanto:

  • Deve esserci un’economia circolare per i prodotti autoctoni e stagionali, che permetta di utilizzare le nostre risorse in modo efficiente e sostenibile, creando una prosperità duratura e garantendo un elevato numero di posti di lavoro;
  • I prodotti devono essere fabbricati in modo da poter essere riciclati e la produzione di prodotti con una durata deliberatamente breve deve essere limitata.

Insieme possiamo fare davvero tanto, senza introdurre paletti e steccati inutili, ma pensando solo al bene della Svizzera e dell’ambiente.

Insieme possiamo trovare il giusto equilibrio! Vuoi restare aggiornato sui temi principali della mia candidatura alle elezioni del Consiglio Nazionale di ottobre? Non perdere altro tempo, scrivimi.

Michele Moor - scrivimi
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